La Fabbrica BPD

La Fabbrica 1946-1960

1946 – 1960

“Mai più guerra!”

Rimettere in piedi l’Italia, le sue città, le sue fabbriche, la sua viabilità, la sua agricoltura, le sue scuole, le sue istituzioni, insomma la sua vita civile, diventa un imperativo collettivo.

La ricostruzione trova in una inedita compattezza politica e sociale del Paese il suo vero punto di forza.

La guerra ha portato macerie e distruzioni, per questo va “ripudiata”: è necessario allora, per cominciare, trasformare la produzione di guerra in quella di pace. I nuovi reparti per la riparazione di veicoli ferrotranviari e costruzione di nuovi, aperti, chiusi, frigoriferi e carrozze viaggiatori, e la ricostruzione e l’ampliamento della Calce e Cementi, completamente distrutta dalla guerra, ne costituiscono un esempio.

Cementificio. Da R. Rossi – “Colleferro in b/n negli anni 50-60”

Carrozze Ferroviarie. Da BPD – “Il gruppo industriale BPD: 1912-1962”
Calce e Cementi Segni. Da BPD – “Il gruppo industriale BPD: 1912-1962”

A tutto ciò si aggiunge un consistente sviluppo di attività nel campo chimico: bombole aerosol, chimica primaria, resine sintetiche, fibre tessili artificiali con la costruzione di uno stabilimento al Castellaccio (1955), prodotti chimici per l’agricoltura (esteri fosforici), per uso domestico (detersivi, insetticidi, ecc.) e progettazione impianti.

Stabilimento di Castellaccio. Da BPD – “Il gruppo industriale BPD: 1912-1962”
Impianto estrusione. Da BPD – “Il gruppo industriale BPD: 1912-1962”

Ma con particolare aggressività riemerge poco dopo (1950) la “vocazione primigenia” della BPD nel contesto del riarmo dettato dalla guerra fredda e dall’insorgere di nuovi focolai di tensione in Oriente (guerra di Corea).

“Ancora finché c’è guerra”

La dura contrapposizione tra il movimento sindacale (che spinge per quel tipo di riconversione produttiva civile) e l’azienda conduce ad una inedita forma di lotta che rompe anche quella particolare concezione paternalistica dell’impresa.

Per una settimana (dal 22 marzo al 29 marzo 1950) l’intera e sterminata area industriale viene occupata da circa 300 lavoratori. Con la sconfitta di quelle rivendicazioni viene liquidato ogni tentativo di porre in essere quella trasformazione.

Fabbrica produzioni polveri. Da BPD – “Il gruppo industriale BPD: 1912-1962”

Gli aiuti americani si concretizzano in commesse belliche pagate in dollari e trattate direttamente tra industriali italiani e trust americani.

Sono gli anni del grande profitto: gli utili denunciati nel 1948 sono 34 milioni di lire; tra il 1951 e il 1955 sono 2 miliardi; nel solo periodo della guerra di Corea e della guerra fredda almeno 2,5 miliardi l’anno, con un valore del complesso industriale, nel 1955, valutato superiore ai 50 miliardi.

Lavorazione ogive. Da BPD – “Il gruppo industriale BPD: 1912-1962”

Nel 1955 il numero degli occupati si cifra in 6.000 addetti per scendere a 4.320 nel 1963 ed ancora a 3.317 nel 1968, anno dell’incorporazione della BPD nel gruppo SNIA Viscosa.