Casa del Fascio. Un edificio che non doveva essere costruito.

In soli 119 giorni venne, invece, completato e consegnato al committente.
Fu voluto dall’ing. Leopoldo Parodi Delfino, finanziato dallo stesso e dai dirigenti, impiegati ed operai della Società BPD (cfr. lettera dell’8 gennaio 1936 dell’on. Giovanni Marinelli).

Lettera on. Giovanni Marinelli al PNF, conferma del contributo (08.01.1936). Da Archivio Centrale dello Stato, Roma

Era previsto nel piano di fabbricazione della “Nuova Colleferro” dall’ing. Riccardo Morandi, ma fu poi vietato dal governo di Benito Mussolini per economizzare i materiali ferrosi da destinare alla guerra in Africa dopo le sanzioni economiche inflitte al Regno d’Italia dalla Società delle Nazioni il 18 novembre 1935 (cfr. lettera del 28 febbraio 1936 dell’ing. Leopoldo Parodi Delfino al comm. dott. Vezio Orazi, segretario della Federazione dei Fasci di Combattimento dell’Urbe).

Lettera ing. Leopoldo Parodi Delfino (28.02.1936). Archivio Centrale dello Stato, Roma

Ma con determinazione l’ing. Leopoldo Parodi Delfino ne sollecita l’approvazione, allegando il progetto ed il preventivo di spesa per 139.136 lire a completamento della Casa del Fascio come da disegni (nn. 188, 189, 190, 191 e 192), e preventiva, addirittura, la data del 28 ottobre 1936 per la inaugurazione e la cessione della Casa al Partito (cfr. lettera del 22 aprile 1936 dell’ing. Leopoldo Parodi Delfino all’ing. Giacomo Raffaelli, vicesegretario della Federazione Fascista dell’Urbe, Palazzo Braschi, Roma).

Lettera ing. Leopoldo Parodi Delfino (22.04.1936), pag. 1. Archivio Centrale dello Stato, Roma
Lettera ing. Leopoldo Parodi Delfino (22.04.1936), pag. 2. Archivio Centrale dello Stato, Roma

Il progetto viene così approvato dal PNF e dal Prefetto di Roma (cfr. lettera del 22 maggio 1936 dell’ing. Leopoldo Parodi Delfino al conte dott. Nestore Carosi Martinozzi, segretario federale amministrativo della Federazione dei Fasci di Combattimento dell’Urbe).

Lettera ing. Leopoldo Parodi Delfino (22.05.1936), pag. 1. Archivio Centrale dello Stato, Roma
Lettera ing. Leopoldo Parodi Delfino (22.05.1936), pag. 2. Archivio Centrale dello Stato, Roma

(cfr. lettera del 4 giugno 1936 della Società BPD con la quantità del ferro e del cemento da utilizzare)

Lettera Società BPD, quantità di ferro e di cemento (04.06.1936)

(cfr. lettera del 22 giugno 1936 dalla Regia Prefettura di Roma).

Lettera approvazione del Prefetto di Roma (22.06.1936). Archivio Centrale dello Stato, Roma

I lavori, affidati all’impresa Ing. Eugenio Sebastiani Costruzioni di Roma, con contratto del 30 giugno 1936 e previsioni di consegna il 27 ottobre 1936, terminano nella data stabilita come conferma l’ing. Leopoldo Parodi Delfino al segretario della Federazione Fascista dell’Urbe ing. Raffaelli con lettera del 3 novembre 1936 all’ing. Giacomo Raffaelli, segretario della Federazione Fascista dell’Urbe (cfr. certificato di collaudo).

Lettera ing. Leopoldo Parodi Delfino (03.11.1936). Archivio Centrale dello Stato, Roma

La missiva dell’ing. Parodi è listata a lutto in alto a sinistra, per la prematura morte dei figli Paolo e Gerardo, nell’incidente aereo all’aeroporto dell’Urbe il 14 ottobre 1936.

Caratteristiche costruttive

La Casa del Fascio, edificata in Piazza Littoria, sul lato opposto alla Casa del Comune su lotto di 625 mq, viene realizzata in muratura portante listata con pietre di tufo e solai in latero-cemento progettati dallo stesso ing. Eugenio Sebastiani, titolare della impresa edile.

A pianta rettangolare (25,00 m x 12,30 m), presenta un ampio porticato sulla facciata e si compone di due piani, con sovrastante torre sul lato sinistro e balcone centrale al primo piano, ornato da fasci littori sui laterali. La direzione dei lavori viene affidata all’ing. Gian Carlo Magistretti (cfr. lettera del 10 settembre 1936 dell’ing. Leopoldo Parodi Delfino).

Lettera ing. Leopoldo Parodi Delfino con richiesta primo stato di avanzamento dei lavori (10.09.1936). Archivio Centrale dello Stato, Roma

Nella richiesta del primo stato di avanzamento dei lavori, l’impresa costruttrice inserisce due foto datate 6 settembre 1936 del direttore dei lavori Ing. Magistretti, a testimonianza dello stato delle opere (cfr. lettera del 2 settembre 1936 della impresa ing. Eugenio Sebastiani).

Richiesta primo stato di avanzamento dei lavori (02.09.1936). Archivio Centrale dello Stato, Roma

Dagli ulteriori documenti si apprende l’iter burocratico per la donazione dell’edificio al PNF (v. atto di donazione e preliminari oltre al certificato di abitabilità).