La Fabbrica BPD

La nascita della BPD

La città come funzione della fabbrica e come frutto della genialità e creatività di un grande imprenditore
del ‘900 

1913-1934

La nascita del polverificio.

Conquiste coloniali e mire egemoniche imperialistiche anche della nostra Italia impongono un profondo mutamento nei processi di produzione di armamenti.

Il polverificio nasce nel 1913 nel luogo indicato come più idoneo dallo stesso Leopoldo Parodi Delfino.

La fase pionieristica inizia con l’arrivo dei primi piemontesi, esperti e qualificati montatori ed esplosivisti.

La Fabbrica BPD in costruzione

Con l’entrata in guerra nel 1915 la fabbrica viene militarizzata e sottoposta ad uno sforzo produttivo enorme.

Testimonianze orali raccolte ci dicono di massacranti turni di lavoro, di tre tonnellate al giorno di balistite prodotta (tre volte superiore alla ordinaria), di milioni di bombe a mano, di quantitativi enormi di polvere per inneschi, di dinamite, di un reclutamento di massa tra i contadini – allettati anche dall’idea di evitare la trincea – e tra le donne, per operazioni da svolgere “con delicatezza e mano leggera”, ed anche tra carcerati ed ergastolani.

La fabbrica nel 1916, particolare. Collezione G. Gastaldo (Accademia Urbense di Ovada)

Dopo la guerra gli alti profitti accumulati consentono una profonda riconversione nella direzione di una nuova produzione di pace.

Pur senza trascurare la “naturale” produzione bellica per l’esercito italiano, negli anni 1919-20 si predispongono impianti per la produzione di concimi e di calce e cemento che corrispondono alla esigenza di sopperire alla contrazione della manodopera massiva degli anni della prima guerra.

Negli anni 1925-26 entrano in funzione i nuovi impianti per la fabbricazione di diversi tipi di esplosivi e di cartucce complete ed accessori per la caccia e il tiro, e nel 1927 per la produzione del tritolo e propellenti ad uso militare.

Attorno a questa ultima data possiamo considerare conclusa la fase “pionieristica” dell’insediamento e consolidamento industriale della BPD. Si passa così dal villaggio di Santa Barbara e dai manufatti industriali come ideati dal nulla dall’altro geniale e sodale dell’ing. Parodi, arch. Oddini, alla città morandiana.

Negli anni 1930-31 entrano in funzione le nuove officine metallurgiche, meccaniche e delle produzioni di munizionamento che immettono sul mercato calibri, cartucce, proiettili, bossoli da cannone completi. Così ci avviciniamo alla data del 1935 che rappresenta un vero e proprio cambio di fase della storia per la creazione del nuovo Comune, che realizza la riunificazione in un unico territorio delle zone comprendenti lo stabilimento e il villaggio situate nel Comune di Roma (governatorato di Roma), nel comune di Valmontone e di altri circonvicini.

“Finché c’è guerra c’è prosperità”

Finché c’è guerra c’è prosperità

La guerra coloniale d’Etiopia nel 1935 e quella di Spagna nel 1936 consentono di raggiungere e superare i già altissimi livelli di produzione del periodo della Grande Guerra per gli ampliamenti, gli ammodernamenti e la capacità produttiva bellica che i nuovi settori meccanici portano con sé, ma anche per gli stretti rapporti con il regime fascista intrecciati dal sen. Leopoldo Parodi Delfino.